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SASSICAIA 2020 Bolgheri Doc Sassicaia Tenuta San Guido

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SASSICAIA 2020 Bolgheri Doc Sassicaia Tenuta San Guido

DENOMINAZIONE
Bolgheri DOC Sassicaia

PRIMA ANNATA IN COMMERCIO
1968

UVAGGIO
Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc

TIPOLOGIA DI TERRENI

Mostrano caratteristiche morfologiche diverse e composite, con presenza di zone calcaree ricche di galestro, nonché di pietre e sassi e parzialmente argillosi. Gli impianti di produzione si trovano ad un’altitudine media compresa fra i 100 e i 400 metri s.l.m., con esposizione a Ovest/ Sud-Ovest.

ANDAMENTO CLIMATICO

Annata positiva e tendenzialmente calda nelle ultime fasi del ciclo stagionale. L’autunno è stato umido con piogge abbondanti verificatesi da metà ottobre e perdurate fino a fine dicembre. Le temperature sono state alquanto miti e, talvolta, anche sopra la media stagionale. Da febbraio è arrivato il freddo intenso con temperature che sono scese avvicinandosi allo 0°C. Marzo è iniziato con forti venti di mare e piogge ma con temperature miti che hanno contribuito l’ingrossamento delle gemme specialmente delle varietà precoci come il Merlot. A fine marzo, una perturbazione proveniente dalla Russia, ha portato un netto abbassamento delle temperature con venti di tramontana e anche qualche gelata notturna. Questa condizione meteo non ha creato danni alle viti di Cabernet Sauvignon poiché cultivar tardiva, mentre in alcuni impianti di Cabernet Franc si è assistito, seppur in minima entità, ad una selezione gemmaria. Aprile e maggio sono stati miti con l’alternanza di giornate di sole e temperature nelle medie stagionali a giornate di pioggia e aria più fresca. Una primavera alquanto insolita che non ha comportato danni alle viti ma le ha indotte ad una maggiore vegetazione e produzione nel corso della primavera inoltrata. Dopo la metà di giugno il clima si è ristabilito portando giornate di sole e caldo che ha accompagnato fino all’epoca di raccolta, sebbene con qualche interruzione di piogge in luglio e anche in agosto a beneficio delle piante e evitando sempre qualsiasi stress. La maturazione delle uve è avvenuta con un leggero anticipo rispetto alla normale tendenza di circa 7-8 giorni e le belle giornate di sole hanno spinto le uve a giungere a maturazione piena velocemente. Le uve, sebbene di tenore zuccherino più alto, sono giunte in cantina sane e di ottima qualità, con una adeguata maturazione fenolica.

VENDEMMIA

La vendemmia si è svolta interamente a mano, iniziata con la prima settimana di settembre con le uve dei vigneti più giovani partendo dal Cabernet Franc e proseguita poi con i Cabernet Sauvignon dei vigneti posti a quote altitudinali più basse, fino a terminare con l’ultima settimana di settembre con quelli di collina posti a oltre 300 metri sul livello del mare (Vigna di Castiglioncello e Vigna del Quercione).

VINIFICAZIONE

Selezione delle uve tramite tavolo di cernita, per eliminare impurità e qualsiasi presenza di imperfezione. Pressatura soffice e delicata diraspatura delle uve tramite macchinario idoneo a non rompere l’integrità degli acini ed evitare cessione eccessiva di tannini. Le fermentazioni alcoliche (del tutto spontanee e senza aggiunta di lieviti esterni) si sono concluse a fine ottobre e svolte con regolarità e temperature controllate non eccedenti i 27-28 °C. Frequenti delestages e rimontaggi all’aperto hanno consentito un’ottima estrazione aromatica e freschezza in termini di acidità dei mosti. Le fermentazioni malo-lattiche si sono svolte in acciaio a fine novembre. Nella prima settimana di dicembre 2020, dopo frequenti travasi di pulizia dei mosti, il vino è stato messo in barrique di rovere.

AFFINAMENTO

Al termine delle fermentazioni malo-lattiche il vino è stato messo in barrique utilizzando un 45% di legno nuovo, un 45% di primo passaggio e un 10% di secondo passaggio. Sassicaia 2020, dopo oltre 25 mesi di affinamento in legno, è stato travasato nelle vasche in acciaio prima dell’assemblaggio finale e quindi dell’imbottigliamento. Successivo affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Esaurito

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“IL BOUQUET CHE STAVO CERCANDO” MARIO INCISA DELLA ROCCHETTA

I Marchesi Incisa della Rocchetta sono fra i protagonisti della storia d’Italia, dall’alto Medioevo fino all’affacciarsi dell’età barocca e oltre. Mario Incisa della Rocchetta nasce a Roma nel 1889 da famiglia piemontese, studia agraria a Pisa e coltiva fin da subito una forte inclinazione per l’agronomia, con il sogno, già negli anni Venti, di trovare la perfezione nell’agricoltura e nel rispetto della Terra. Si trasferisce in Maremma negli anni ‘40 dopo aver sposato Clarice della Gherardesca nel 1930, discendente di una delle famiglie più antiche della Toscana, quella del conte Ugolino cantato da Dante nella Divina Commedia. Il Marchese intuisce subito che si tratta di uno dei più straordinari biotipi dell’Europa mediterranea e inizia a sperimentare alcuni vitigni francesi, concludendo che il cabernet, di fatto così lontano dalla tradizione toscana e piemontese, rispettivamente del sangiovese e del nebbiolo, “ha il bouquet che stavo cercando”.
È così che, grazie alle prime marze avute dai Duchi Salviati di Migliarino (nei pressi di Pisa), impianta nei terreni che dalla rocca di Castiglioncello degradano in dolci colline fino al mare il primo vigneto di cabernet sauvignon, siamo nei primi anni 40. Sappiamo, in realtà, che accanto ai cabernet (sauvignon e franc), i vitigni impiegati nel primo impianto erano vari e spaziavano dal canaiolo al ciliegiolo a viti a bacca bianca. La selezione massale, orientata al solo utilizzo del cabernet sauvignon, arriva in epoca più recente tra il 1960 e il 1968.
Cultura

Castiglioncello di Bolgheri

IL VIGNETO STORICO

Mario aveva intuito una straordinaria somiglianza tra i suoi terreni di Bolgheri e la regione di Graves a Bordeaux, per via di un suolo principalmente ghiaioso e ciottoloso, misto ad argilla, molto favorevole per la produzione di grandi rossi.  Dal 1945 al 1967 il Sassicaia rimane un prodotto strettamente privato, riservato alla famiglia e agli amici. La prima annata ad apparire sul mercato è quella del 1968.

Luigi Veronelli per primo si accorge della grandezza di quel vino:

“Ben vestito e brillante, bouquet fitto e contegnoso in sé, di non comune scontrosa eleganza … nerbo consistente nella stoffa ben strutturata.”

(Luigi Veronelli, Panorama, 1974)

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